STORIA: la transizione dal legno al ferro

La fine del secolo XIX fu un'epoca di profonda trasformazione per la marineria, ma, sia in campo militare sia in campo mercantile, la transizione dal legno al ferro e dalla vela al vapore non fu senza ripensamenti.
L'abbandono degli scafi in legno per le navi mercantili incontrò due grandi ostacoli: l'uso del legno comportava una lunga filiera (taglio, stagionatura, trasporto e sagomatura) che non poteva arrestarsi bruscamente; inoltre, la costruzione in ferro richiedeva la conversione della manodopera ed una nuova organizzazione dei cantieri.
In questa fase furono costruiti ibridi che possono sembrare contraddittori ai nostri occhi: navi a vapore con lo scafo in legno e navi a vela con lo scafo in ferro.
Nel campo della marina militare il passaggio dalle navi in legno e a propulsione velica alle navi in ferro con propulsione a vapore fu più veloce e razionale: le Marine nazionali, infatti, erano tra loro in gara per approntare le navi più potenti e veloci.
Rientrano in questo periodo il progetto e la costruzione, in soli otto anni, dell’Arsenale Militare (1862-1869) di La Spezia e la fondazione della Regia Scuola Superiore Navale di Genova (1871).

Temi

Ferro e chiodi

 L’adozione del ferro per la costruzione navale richiese una difficile conversione delle maestranze al nuovo materiale. Nelle navi in legno, le singole ossature, dopo essere state  formate ... Leggi

L'introduzione della saldatura

Dopo il secondo conflitto mondiale una delle innovazioni più significative introdotte nella costruzione navale fu la saldatura in sostituzione della chiodatura.La giunzione di elementi strutturali ... Leggi